
Opere
Le opere che sono (o verranno) inserite nelle nostre pagine (le pagine che contengono già dei testi hanno il collegamento attivo, la pubblicazione viene aggiornata continuamente):
- Il Cantare del Cid
L'opera è il capolavoro della letteratura epica spagnola. Il protagonista è il conte Rodrigo Diaz de Vivar, vissuto tra il 1043 ed il 1099, soprannominato El Cid (il signore) dagli arabi e El Campeador (vincitore in campo, il campione) dagli spagnoli. Scritto in lingua castigliana antica intorno al 1440 da un anonimo poeta, forse un giullare. - Paradossi di Ortensio Lando, prima edizione nel 1543 a Lione.
Nel tardo autunno del 1543 Ortensio Lando si recò a Lione e, stimolato dal mecenate Collatino di Collalto, pubblicò il suo primo testo in italiano: i “Paradossi, cioè sententie fuori del comune parere, novellamente venute in luce, opera non men dotta, che piacevole, et in due parti separata”, la sua opera più nota. - L'Anno 2440 di Louis Sébastien Mercier, pubblicato a Londra nel 1771.
In questa opera l'utopia non viene ambientata negli universi paralleli, tra selvaggi o popoli mitici, ma nel tempo. Il presente è il luogo per realizzare i futuri possibili, come viene suggerito all'inizio con la citazione di Leibnitz: "Il presente è gravido del futuro...". Mercier ipotizza un mondo trasformato nel tempo, come evoluzione di quello esistente, applicando le idee illuministe di Voltaire, Rousseau, Diderot e altri pensatori del tempo. - La Secchia Rapita di Alessandro Tassoni, pubblicata nel 1621
"Poema di nuova spezie inventata dal Tassone, contiene una impresa mezza eroica e mezza civile, fondata su l'istoria della guerra, che passò tra i Bolognesi e i Modanesi al tempo dell'imperador Federico Secondo, nella quale Enzio re di Sardigna, figliuolo del medesimo Federico, combattendo in aiuto de' Modanesi, restò prigione e prima d'esser liberato morí in Bologna, come oggidi ancora può vedersi dall'epitafio della sua sepoltura nella chiesa di S. Domenico.
La secchia di legno, per cagion della quale è fama che nascesse tal guerra, si conserva tuttavia nell' archivio della Catedrale di Modana, appesa alla volta della stanza, con una catena di ferro, quale dicone che servisse a chiudere la porta di Bologna, per onde entrarono i Modanesi quando rapiron la Secchia." (dall'edizione del 1624).